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Come realizzare un corretto contratto di appalto per migliorare i servizi forniti ai propri clienti? Quali sono le leggi da considerare e quali le controparti della pubblica amministrazione con le quali interagire? Che differenza c’è tra lavoro dato in appalto e somministrazione di prestazioni lavorative? Quali sono i diritti dei committenti alberghieri e quali quelli dei fornitori e dei prestatori d’opera? Durante un recente convegno, – intitolato “La genuinità degli appalti nel settore del turismo e responsabilità solidale: rischi e tutele” – andato recentemente in scena a Firenze, negli spazi del Four Season Hotel, e organizzato da Iniziative Venete, storica azienda veneziana che si occupa di servizi alle imprese e alle istituzioni, in collaborazione proprio con Federalberghi Firenze, si è fatta luce su tutte queste interessantissime questioni riguardanti il mondo degli appalti nel settore alberghiero.

La giornata di lavori è stata un’ottima occasione di dibattito sulle tematiche contrattuali in ambito alberghiero: tematiche che sono sempre più al centro dell’attenzione di una categoria, come quella degli imprenditori dell’ospitalità, che deve dare conto di sempre più “paletti” legali per riuscire a mantenere la propria attività al passo con le leggi e con i regolamenti della pubblica amministrazione. A tal proposito non sono certo sbagliate le parole di Francesco Bechi, presidente di Federalberghi Firenze e titolare del Tornabuoni Beacci Hotel, pronunciate proprio alla fine del convegno, al momento di tirare le somme: «Oggi fare turismo vuol dire operare in una giungla di leggi che non incentiva gli imprenditori a investire. Oltretutto, da anni ormai, le imprese alberghiere hanno necessità di avere un conto certo e sicuro delle spese e dei costi previsionali. È terminata l’epoca nella quale si andava un po’ “allo sbaraglio”: oggi si fanno business plan precisi e coerenti con la realtà competitiva nella quale si deve operare. Ne consegue che anche il fattore legale, inerente a tutti gli aspetti dell’impresa, anche quelli che riguardano appunto i contratti di appalto per la fornitura di servizi in hotel, deve essere sempre più un fattore che aiuti e non penalizzi le stesse aziende. Oggi, invece, lo scenario normativo da tenere presente per fare turismo è sempre più complesso e arzigogolato e sembra quasi andare contro piuttosto che agevolare il lavoro di chi vuole creare anche altro lavoro. Aiutiamoci tutti quindi a essere in regola ma in modo più semplice e poco oneroso per tutti. Quanto appunto all’appalto dei servizi, per l’imprenditore è sempre più importante essere certo dei costi che questo comporta, per evitare di sforare con le spese e quindi di mettere in pericolo la propria stessa attività. In quest’ottica, non chiediamo certo “favori” alla controparte della pubblica amministrazione (come l’Ispettorato al Lavoro, ndr), ma chiediamo di operare con regole semplici e certe, che ci facciano pagare il giusto a livello previdenziale e assicurativo e ci consentano di non essere costretti a cambiare lo schema di gioco economico una volta iniziata la partita. La competizione è dura e va vinta per bravura, ma chiediamo che anche lo Stato e chi fa le regole del gioco non dimentichi il nostro punto di vista e lo tenga in conto allo stesso modo di come tiene in conto quelli degli altri “giocatori” e attori, ovvero fornitoridi appalti e lavoratori».

 

FORNITORI SERI, CONTRATTI PRECISI

Durante la giornata al Four Season si erano già alternati sul palco diversi professionisti che da anni si occupano proprio delle tematiche legali e amministrative legate alla materia degli appalti nell’hotellerie. Primo tra tutti l’avvocato Lorenzo Bombacci, giuslavorista fiorentino, che ha fatto il punto sui rilevatori di correttezza di un contratto di appalto per servizi alberghieri, sul rapporto da mantenere tra committente e appaltatore e sui casi nei quali l’imprenditore rischia di incorrere in comportamenti di somministrazione irregolare e quindi in profili sanzionatori da parte del servizio dell’Ispettorato del Lavoro. «Voglio subito sottolineare», ha spiegato ai presenti, «che il servizio ispettivo oggi deve essere visto innanzitutto come un aiuto e occasione di confronto su queste tematiche, non certo come un ostacolo, anche se oggi l’imprenditore dell’ospitalità si trova a lavorare in un contesto di leggi e regolamenti sempre più complesso e articolato. E di conseguenza un’impresa turistica che voglia darsi una nuova e più moderna organizzazione del lavoro, anche grazie allo strumento dell’appalto, deve essere in grado innanzitutto di conoscere e rispettare le norme che ne regolano l’utilizzo. Prima tra tutte quella che dice che un appalto non è una  somministrazione di lavoro bensì un contratto che prevede che l’impresa deleghi al fornitore il coordinamento e l’organizzazione del lavoro. Questo perché la legge prevede che chi stipula un contratto da appaltatore debba essere una realtà aziendale essa stessa, complessa e ben strutturata, e non certo solo un fornitore di personale a manodopera alla bisogna». È quindi proprio la corretta gestione dei rapporti di lavoro da parte del committente nei confronti dell’appaltatore che è messa sotto la lente d’ingrandimento dal servizio ispettivo, incaricato di verificare eventuali irregolarità. In occasione del convegno fiorentino erano presenti anche tre membri dell’Ispettorato del Lavoro – il Capo Territoriale Antonio Zoina, il Responsabile Vigilanza Previdenziale Giovanni Lo Monaco e l’ispettore Francesco Iaccarino – i quali hanno a loro volta confermato che il primo passo da fare per un corretto sfruttamento dello strumento dell’appalto è proprio quello di confrontarsi con la controparte della pubblica amministrazione, il cui compito, in prima istanza, non è quello "repressivo" ma collaborativo: occorre collaborare con l'impresa alberghiera perchè quest'ultima possa rispettare le richieste dei regolamenti alla base dell'organizzazione del lavoro in appalto.

 

CHIEDERE SERVIZI DI QUALITA' PER DARE ACCOGLIENZA DI QUALITA'

“Sponsor” e organizzatrice del convegno è stata Iniziative Venete, azienda specializzata nei rapporti di partnership con i maggiori gruppi privati, industriali e alberghieri, finalizzati alla gestione dei servizi di cleaning e di facility management, con alle spalle un consolidato know how che le permette di far fronte a qualsiasi richiesta da parte di un committente alberghiero, organizzando un servizio altamente qualitativo. Nella sua mission aziendale c’è la volontà di operare come fornitrice di aziende turistiche, svolgendo il servizio migliore e al migliore rapporto qualità/prezzo, operando allo stesso tempo nel pieno rispetto delle regole e delle norme che regolano il mondo degli appalti. «È sempre più difficile, oggi, per un albergatore », ci ha spiegato Roberto De Zorzi, fondatore e Ceo di Iniziative Venete, «e lo abbiamo visto insieme oggi, riuscire a avere partner di fiducia che garantiscano servizi di qualità, rispettando alla virgola le tante regole che la legge impone. Io personalmente, che opero da quarant’anni nel settore dei servizi alle imprese e da quindici in quello alberghiero, in particolare, confermo appieno il punto di vista degli albergatori e delle loro difficoltà nel trovare fornitori di servizi di assoluta fiducia e affidabilità. Noi stessi, come Iniziative Venete, ci troviamo a competere con realtà “spurie” e poco limpide, che fatico sinceramente a definire competitor, in quanto un competitor dovrebbe seguire le stesse regole e norme che rispettiamo noi. Dico, insomma, che è davvero necessario “fare pulizia” in questo settore di fornitori di servizi anche di clearing per non mettere il committente in difficoltà di fronte alle complesse norme della legge sul lavoro. Che sono, come oggi abbiamo visto, molto articolate e non sempre facili da seguire. È facilissimo insomma rovinare il servizio di appalto e di conseguenza rovinare l’immagine pubblica dell’albergo stesso, costringendolo a incorrere in sanzioni amministrative o peggio. Fatto ciò, definito insieme alle parti quali caratteristiche debba avere una società fornitrice di servizi di appalto, bisogna concentrarsi sull’aspetto della qualità del servizio offerto. Altro ambito nel quale Iniziative Venete è da sempre all’avanguardia: contiamo su partner, dalla cameriera alla governante ad esempio, formati ai massimi livelli nei rispettivi ruoli. La formazione è oggi la chiave: a Venezia stiamo per dare il via a un’Academy di Iniziative Venete, dove formeremo ai massimi livelli il nostro personale, e su richiesta, anche quello degli alberghi. Si consideri che l’azienda “esterna” ha uno know how superiore a quello di un singolo albergo, ad esempio nel cleaning. Ma è normale, oggi un hotel deve focalizzare i suoi sforzi su altri fattori, come la soddisfazione totale del cliente e delle sue necessità personali. Tuttavia demandare alcuni servizi a un partner affidabile, non vuol dire fare un downgrade del servizio, ma anzi valorizzare ulteriormente la propria offerta di ospitalità. la scelta del partner è dunque quanto mai strategica: un errore di una cameriera o di un addetto alle pulizie di un hotel di alto livello può generare un danno di reputazione e soprattutto di web reputation (basta pensare alla velocità e puntualità delle recensioni turistiche su social e non solo…), per riparare il quale bisogna lavorare moltissimo, magari subendo anche perdite economiche non previste. In un albergo tutto è ospitalità, a partire dalla pulizia e dal cleaning. Oggi se sei gentile e sei pulito hai fatto già quasi il massimo. E le assicuro che non è poco».

 

UN SOGGETTO TERZO, ORGANIZZATO E FORMATO

«Noi albergatori siamo i primi a sapere che oggi è davvero necessario appaltare a società in grado di fornire veramente servizi di un livello adeguato al nostro standard di offerta», conclude Francesco Bechi, presidente di Federalberghi Firenze. «Certo, quando un hotel fa parte di una grande catena è più semplice che riesca a trovare una soluzione di assegnazione degli appalti corretta ed efficace al massimo: diverso è il caso – e in Italia è il caso più numeroso, ed anche a Firenze – del singolo albergo del singolo proprietario, che si trovi a dover gestire queste problematiche di esternalizzazione di un servizio, magari anche per una sua struttura di segmento medio alto o lusso addirittura. Una migliore gestione e soprattutto una migliore economia della gestione dell’organizzazione interna dell’hotel è il vero risparmio per l’impresa alberghiera. Oggi il segreto non è risparmiare sullo stipendio del singolo lavoratore, ma risparmiare sulla gestione nel suo complesso: non tanto in termini di spesa reale però quanto di miglioramento della qualità dei servizi erogati al cliente finale, proprio a parità di spesa. Allora possiamo dire che se vogliamo usare un solo termine per racchiudere questa volontà di migliorare l’offerta al cliente finale, è organizzazione. E trovare un partner veramente affidabile al quale dare l’appalto dei servizi per il proprio hotel è oggi la risposta migliore alla domanda, “come faccio a dare più qualità alla mia ospitalità?”. Un soggetto terzo, forte, preparato e formato è oggi il partner ideale per sgravare l’imprenditore turistico dai tanti problemi legati alla gestione interna di alcuni servizi cruciali, come quello del cleaning, per i quali gli addetti poi devono anche essere adeguatamente e costantemente formati. Questa infatti sarà la grande battaglia del futuro, ovvero avere una formazione focalizzata sulla qualità dell’offerta al cliente. È la qualità del servizio che sarà sempre di più la chiave per vincere sul mercato interno e soprattutto su quello internazionale. Insomma, ecco perché noi di Federalberghi non solo abbiamo partecipato all’organizzazione e alla promozione di questo convegno, ma anche forniamo ai nostri associati un servizio di consulenza legale e d’impresa che consenta loro di operare al meglio anche nella scelta del fornitore di un servizio». E a proposito del convegno “La genuinità degli appalti nel settore del turismo e responsabilità solidale: rischi e tutele”, Roberto De Zorzi, di Iniziative Venete, ha annunciato che, nel corso del 2018, verrà replicato, visto il grande successo avuto, in diverse altre sedi, tra le quali di sicuro Venezia, Milano e Roma.

 
 
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